I
Amici, fratelli, ho un sogno.
Un sogno grande, un sogno immenso.
E sono pronto a morire per veder realizzato questo sogno.
Martin Luther King
Era un Angelo. Il mio Angelo.
Se mi fossi concentrata, lo so, avrei visto le sue possenti ali sfiorare la mia pelle e arrivare fino al cielo.
Per un attimo, aprendo gli occhi, ho immaginato di non essere più chi sono, anzi di non essere più niente, se non una figura dipinta, un riflesso negli occhi di chi sta ammirando il suo quadro preferito.
Il bianco è dappertutto: bianche sono le pareti della stanza, così come le lenzuola che riposano scomposte dopo un’intera notte di follia, e i miei lunghi capelli sono così biondi da sembrare bianchi. Bianca ovviamente è la sua anima che, anche mentre dorme, pare risplendere di una luce dorata, riuscendo ad illuminare ogni cosa, persino la mia, di anima. Fuori, solo l’azzurro del mare e il blu del cielo. Ogni volta mi stupisco di quanto qui i colori siano così accesi. E vivi.
Mi siedo sul bordo del letto.
Respiro.
Devo andarmene. L’alba non è lontana: lui tra poco si sveglierà e la mia ombra spinge per uscire. Finalmente. Se penso a quanto addestramento ho sopportato per arrivare fin qui, quante prove, quanti errori, quante sofferenze, altri avrebbero ceduto o forse sarebbero persino morti, ma non io. Lo scorrere del tempo non è più un problema da molto per me, e per lui non lo è mai stato. Adesso però devo muovermi in fretta.
Ancora non mi sembra vero di avercela fatta: era stato tutto perfetto. Il momento dell’incontro, il suo cuore, sapevo esattamente dove e quando colpire. Nonostante tutto, mi domando come non sia riuscito ad intuire l’inganno. Insomma stiamo parlando della mia anima: la sua musica, per quanto possa mascherarla, avrà sempre una nota cupa e ripetuta all’infinito... e lui, lui è l’Arcangelo Michele, il più grande fra tutti, il Primo Angelo generato insieme al Portatore di Luce, Lucifero, mio padre.
E stanotte ha fatto l’amore con me.
Come è possibile che non si sia accorto di nulla?
Basta, non devo perdermi in questi pensieri, si sta svegliando: la sua luce comincia a irritarmi questa pelle non abituata alla sua vicinanza, anzi tutti il corpo ormai sta cedendo e tra poco inizierà quella bruciante quanto familiare sensazione che deriva dall’inevitabile scontro tra le nostre anime.
Ora ho quello che mi serve, lo sento già dentro di me.
E’ il momento di andare, eppure qualcosa che mi trattiene.
Mi avvicino a lui, sfiorando il suo viso col mio... e se gli lasciassi scoprire la verità? se aspettassi il suo risveglio, cosa leggerei nei suoi occhi? Voglio che sappia chi sono! Apri gli occhi, splendido Angelo e guarda la futura madre di tuo figlio! Quasi rispondendo ai miei pensieri, un suo respiro, profondo come se fosse stato il primo della vita, mi coglie di sorpresa, togliendo a me il fiato quasi lo rubasse direttamente ai miei polmoni. Ora la sua anima è sveglia e una luce abbagliante investe ogni angolo della stanza. Soffro. Devo liberarmi di questo corpo e tornare nella mia forma originale. Come un serpente che cambia pelle, lascio scivolare fuori la mia vera essenza e riprendo quel corpo che mi appartiene da tempo indefinito, specchio perfetto della mia anima oscura.
In pochi attimi Paradiso e Inferno si ritrovano sullo stesso piano, luce e tenebre, l’una dentro l’altra, l’una attorno all’altra: i miei capelli ardono come lingue di fuoco, i suoi sono oro fuso. La mia anima emana note lunghe e nere, la sua ha il brillante suono di mille arpe. Completamente avvolta nella mia oscurità, mi sento più sicura ma un brivido scuote ogni mia fibra quando vedo i suoi occhi fissi sui miei. E la sua voce, che attraversa il muro di luce e d’ ombra, s’infrange come un’onda gigantesca su di me: “Bethel”